Detassazione dei premi di risultato

Alcune precisazioni dell'Agenzia delle Entrate in merito alla detassazione dei premi di risultato

 

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 5/E del 29.03.2018, ha fornito importanti chiarimenti in merito all’applicazione del regime fiscale agevolato (c.d. detassazione) dei premi di risultato.

L’Agenzia, al punto 4.2 della circolare, ha chiarito che nell’accordo di secondo livello la parte/fase che disciplina la determinazione del premio è distinta rispetto a quella che determina gli incrementi di risultato che l’azienda deve raggiungere per rendere possibile l’applicazione dell’imposta sostitutiva sulle somme erogate a titolo di premio di risultato.

In particolare, la strutturazione del premio (pertanto i criteri per la sua quantificazione) risponde esclusivamente alle politiche retributive concordate con le organizzazioni aziendali. Oltretutto, l’Agenzia precisa che la differenziazione della misura del premio (in base delle performance individuali, alla retribuzione annua lorda, alle assenze, ecc.) non si pone in contrasto con l’applicazione della tassazione agevolata, in quanto condizione per il beneficio è il conseguimento da parte dell’azienda di un risultato incrementale.

L’Agenzia  sottolinea, inoltre, che il risultato incrementale, in relazione alla produttività, o redditività, o qualità, o efficienza, o innovazione, ai fini dell’applicazione dell’agevolazione fiscale, deve essere conseguito dall’azienda che eroga il premio.

Qualora siano previsti più obbiettivi incrementali, l’agevolazione fiscale è applicabile anche qualora sia realizzato l’incremento di uno solo degli obiettivi, rispetto ad un periodo congruo definito dalle parti, ma solo se l’erogazione del premio sia subordinata al raggiungimento di diversi obiettivi, fra di loro ALTERNATIVI. In tale ipotesi, la detassazione opera sull’intero premio.

Al contrario, ove il contratto di secondo livello “preveda espressamente il raggiungimento di diversi obiettivi non alternativi tra di loro, l’imposta sostitutiva troverà applicazione esclusivamente sulla parte di premio i cui relativi parametri/indicatori abbiano rispettato il requisito dell’incrementalità”.

Inoltre, relativamente a quanto disposto dall’art. 2, comma 2, del Decreto del MEF del 25.03.2016, che dispone “I contratti collettivi ... devono prevedere criteri di misurazione e verifica degli incrementi …. rispetto ad un periodo congruo definito dall’accordo ..” l’Agenzia precisa che per periodo congruo deve intendersi il periodo di maturazione del premio di risultato, ovvero l’arco temporale individuato dal contratto al termine del quale deve essere verificato l’incremento di produttività, redditività ecc., costituente il presupposto per l’applicazione del regime agevolato.

“La durata di tale periodo è rimessa alla contrattazione di secondo livello e può essere, indifferentemente, annuale o infrannuale o ultrannuale dal momento che ciò che rileva è che il risultato conseguito dall’azienda in tale periodo sia misurabile e risulti migliore rispetto al risultato antecedente l’inizio del periodo considerato”.

 

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