Sgravio per assunzioni a tempo indeterminato. Circolare Inps n. 40/2018

 

Come applicare lo sgravio contributivo per le nuove assunzioni previsto dalla legge di bilancio 2018.

L’Inps, con la circolare n. 40 del 2 marzo 2018, ha fornito le istruzioni operative in merito all’applicazione dello sgravio contributivo per le nuove assunzioni di giovani con contratto di lavoro a tempo indeterminato, previsto dalla legge di bilancio 2018 (legge n. 205/2017). L’agevolazione ha carattere strutturale, in quanto applicabile per tutti gli eventi disciplinati che si siano verificati a decorrere dal 1° gennaio 2018, ferma restando la sussistenza dei requisiti richiesti. La ratio della norma è quella di promuovere l’occupazione giovanile stabile.

L’incentivo è riconosciuto a tutti i datori di lavoro privati, a prescindere dalla loro natura di imprenditore, compresi, a titolo esemplificativo, i datori di lavoro del settore agricolo, gli enti pubblici economici, i consorzi di bonifica. Non si applica, invece, alla pubblica amministrazione individuata dall’art. 1, comma 2, del D.Lgs. 165/2001.

Lo sgravio spetta alle aziende che a decorrere dal 1° gennaio 2018 assumano (o trasformino) a tempo indeterminato giovani che, nel corso dell’intera vita lavorativa, non siano mai stati titolari di rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato. L’agevolazione spetta anche nelle ipotesi di qualificazione di apprendisti avvenute a decorrere dal 1° gennaio 2018.

Sono esclusi dall’applicazione dell’agevolazione le assunzioni a tempo indeterminato:

  • con contratto di apprendistato;
  • con contratto di lavoro domestico;
  • con qualifica dirigenziale;
  • con contratto di lavoro intermittente.

La riduzione contributiva a cui ha diritto il datore di lavoro è pari all’esonero dal versamento del 50% dei contributi previdenziali a proprio carico e non può, comunque, superare i 3.000 € su base annua, da riparametrare e applicare su base mensile (250,00 € mensili). Sono esclusi dall’agevolazione i contributi Inail.

La durata complessiva dello sgravio è pari a 36 mesi.

In caso di prosecuzione successiva al 31 dicembre 2017 di un contratto di apprendistato la durata complessiva dell’agevolazione è, invece, di 12 mesi. In tal caso l’esonero è applicato a decorrere dal tredicesimo mese successivo alla qualificazione. Per i primi 12 mesi, infatti, il datore di lavoro continua a versare la contribuzione ridotta prevista per gli apprendisti.

Le assunzioni possono essere agevolate solo se riguardano contestualmente:

  • per l’anno 2018, soggetti che alla data di assunzione o trasformazione non abbiano compiuto 35 anni; per gli anni successivi, soggetti che non abbiano compiuto i 30 anni. Se si tratta di qualificazione di un apprendista, il lavoratore non deve aver compiuto il trentesimo anno di età alla data di qualificazione;
  • il lavoratore non deve essere stato occupato presso qualsiasi datore di lavoro con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, in Italia o all’estero; non sono ostativi alla sussistenza del presente requisito i contratti di apprendistato, di lavoro intermittente o domestico a tempo indeterminato. Questo requisito non è richiesto qualora il lavoratore sia stato già in forza a tempo indeterminato presso altro datore che abbia goduto parzialmente dello sgravio contributivo. In tal caso l’agevolazione spetta per la parte residuale, a completamento del triennio, con l’esclusione del caso in cui il primo datore avesse goduto della riduzione contributiva a seguito di qualificazione dell’apprendista.

La legittima fruizione dell’agevolazione è subordinato al rispetto dei principi generali in materia di incentivi all’assunzione (art. 31 del D.lgs. n. 150/2015) e delle norme a tutela delle condizioni di lavoro e dell’assicurazione obbligatoria dei lavoratori. In particolare:

  • l’esonero non spetta quando l’assunzione violi il diritto di precedenza;
  • l’esonero non spetta quando presso il datore di lavoro o l’utilizzatore con contratto di somministrazione siano in atto sospensioni dal lavoro connesse ad una crisi o riorganizzazione aziendale, salvi i casi in cui l’assunzione, la trasformazione o la somministrazione siano finalizzate all’assunzione di lavoratori inquadrati ad un livello diverso da quello posseduto dai lavoratori sospesi o da impiegare in unità produttive diverse da quelle interessate dalla sospensione;
  • il datore di lavoro deve essere in regola con gli obblighi contributivi;
  • l’esonero non spetta ove siano individuabili violazioni delle norme fondamentali a tutela delle condizioni di lavoro;
  • il datore di lavoro deve rispettare gli accordi e i contratti collettivi nazionali, regionali, territoriali o aziendali sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, fermi restando gli altri obblighi di legge;
  • nei sei mesi precedenti l’assunzione o trasformazione il datore di lavoro non deve aver proceduto a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo ovvero a licenziamenti collettivi nella medesima unità produttiva; il rispetto di tale requisito non è richiesto nelle ipotesi in cui si intenda fruire dello sgravio per la qualificazione e mantenimento in servizio al termine del periodo di apprendistato;
  • il datore di lavoro nei sei mesi successivi l’assunzione incentivata non deve procedere al licenziamento per giustificato motivo oggettivo del medesimo lavoratore o di un lavoratore impiegato nella medesima unità produttiva e inquadrato con la medesima qualifica, altrimenti l’esonero viene revocato e viene revocato il beneficio già fruito; l’agevolazione spetta comunque in caso di qualificazione di un’apprendista.

Relativamente al limite previsto dal citato art. 31, secondo cui gli incentivi non spetterebbero se l’assunzione costituisse attuazione di un obbligo preesistente stabilito da norme di legge o della contrattazione collettiva, l’Inps ritiene che la finalità dello sgravio di promuovere la massima espansione dell’occupazione giovanile stabile prevalga su questa previsione normativa. Pertanto, l’esonero contributivo trova applicazione per le assunzioni obbligatorie di lavoratori disabili effettuate ai sensi dell’art. 3, della legge n. 68/1999.

Nelle ipotesi in cui il lavoratore già agevolato sia nuovamente assunto a tempo indeterminato da altri datori di lavoro privati, il beneficio è riconosciuto agli stessi datori per il periodo residuo (a completamento dei 36 mesi agevolabili) utile alla piena fruizione, indipendentemente dall’età anagrafica del lavoratore alla data della nuova assunzione. Di conseguenza, anche in caso di licenziamenti e successive assunzioni dello stesso lavoratore in capo a datori di lavoro collegati (es. per coincidenza degli assetti proprietari), il beneficio riconoscibile è solo quello eventualmente residuo.

 

Il possesso dei requisiti richiesti viene verificato dall’Inps e dal INL (Ispettorato Nazionale del Lavoro), sulla base delle rispettive competenze.

Con le denunce Uniemens di competenza marzo, aprile e maggio potrà essere recuperata la riduzione contributiva relativa ai mesi di competenza gennaio e febbraio 2018.