Il D.L. n. 104/2020 (c.d. Decreto Agosto), in vigore dal 15.08.2020, ha disposto, limitatamente per il periodo di imposta 2020, l’aumento da € 258,23 a € 516,46 del valore dei beni ceduti e dei servizi prestati dal datore di lavoro ai lavoratori dipendenti che non concorre alla formazione del reddito imponibile.

Con il Decreto Agosto i fringe benefit raddoppiano

Pertanto, la norma contenuta nel Decreto Agosto raddoppia per l’anno 2020 il limite di esenzione dei fringe benefit (previsto dall’art. 51, comma 3, del TUIR).

A titolo puramente esemplificativo, tra i fringe benefit (beni ceduti e servizi prestati) sono compresi:

  • I beni concessi ad uso promiscuo: autovettura, PC, telefono, …
  • L’alloggio concesso in locazione o in comodato o in uso
  • Buoni acquisto e buoni carburante
  • I prestiti aziendali
  • Polizze assicurative extraprofessionali

Il caso in cui i fringe benefit superano il limite di esenzione

Qualora il valore dei fringe benefit (uno o più) concesso nel corso dell’anno d’imposta superi nel complesso il limite di esenzione previsto, tutto il valore concorre interamente alla formazione del reddito imponibile (sia ai fini fiscali che ai fini previdenziali).

Il caso dei lavoratori cessati

In relazione ai lavoratori dipendenti destinatari di fringe benefit per un valore complessivo inferiore alla nuova soglia di esenzione che siano già cessati e ai quali sia stato applicato il limite di esenzione di € 258,23, sarà necessario attendere le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate al fine di consentire il recupero della maggiore imposta versata dal lavoratore.

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