Quali sono i versamenti e i soggetti coinvolti

All’art. 126 e 127 del D.L. 34/2020 (c.d. Decreto Rilancio), è stato previsto che i versamenti in scadenza a marzo, aprile e maggio già sospesi dai precedenti Decreti, possono essere effettuati senza applicazione di sanzioni ed interessi in un’unica soluzione entro il 16 settembre 2020 o mediante rateizzazione, fino a un massimo di quattro rate mensili di pari importo, con versamento della prima rata entro il 16 settembre 2020. Non sono previsti rimborsi di quanto già versato.

Il Decreto Rilancio non ha, invece, introdotto nuovi differimenti per i mesi successivi.

Versamenti già sospesi fino al 30 giugno dall’art. 18 del D.L. n. 23 dell’8 aprile 2020

Per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di euro nel 2019 che hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% nel mese di marzo 2020 (rispetto al mese di marzo 2019) e nel mese di aprile 2020 (rispetto al mese di aprile 2019) sono stati rispettivamente sospesi per i mesi di aprile e di maggio 2020 i termini dei versamenti relativi:

  • alle ritenute alla fonte sui redditi da lavoro dipendente e assimilati e alle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, che i predetti soggetti operano in qualità di sostituti d’imposta;
  • all’imposta sul valore aggiunto (IVA);
  • ai contributi previdenziali e assistenziali e ai premi per l’assicurazione obbligatoria.

Per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi superiori a 50 milioni di euro nel 2019 che hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 50 per cento nel mese di marzo 2020 (rispetto al mese di marzo 2019) e nel mese di aprile 2020 (rispetto al mese di aprile 2019) sono stati sospesi, rispettivamente, per i mesi di aprile e di maggio 2020, i termini dei versamenti relativi:

  • alle ritenute alla fonte sui redditi da lavoro dipendente e alle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, che i predetti soggetti operano in qualità di sostituti d’imposta;
  • all’imposta sul valore aggiunto (IVA);
  • ai contributi previdenziali e assistenziali e ai premi per l’assicurazione obbligatoria.

Tali versamenti sono stati sospesi anche per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione che hanno intrapreso la propria attività in data successiva al 31 marzo 2019 nonché per gli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, che svolgono attività istituzionale di interesse generale non in regime d’impresa.

In nessun caso è stato sospeso il termine di versamento delle ritenute d’acconto operate sui redditi di lavoro autonomo, salvo quanto previsto all’art. 19 del medesimo D.L. n. 23/2020.

Versamenti già sospesi fino al 31 maggio dagli art. 61 e 62 del D.L. n.18/2020

Art. 61: Per tutti i soggetti appartenenti ai settori elencati all’art. 61, comma 2, del DL in argomento e relativi a:

  • ritenute sui redditi di lavoro dipendente di cui all’art. 23 del D.P.R. n. 600/1973 operate in qualità di sostituto d’imposta
  • ritenute sui redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente di cui all’art. 24 del D.P.R. n. 600/1973 operate in qualità di sostituto d’imposta
  • i contributi previdenziali ed assistenziali ed i premi per l’assicurazione obbligatoria

Non sono stati sospesi, invece, tutti gli altri versamenti quali, a titolo esemplificativo, l’imposta sul valore aggiunto, le ritenute d’acconto sui redditi di lavoro autonomo e su altri redditi, in scadenza il 20 marzo.

Tra i soggetti a cui si applica la presente disposizione segnaliamo:

i soggetti che gestiscono attività di ristorazione, gelaterie, pasticcerie, bar e pub;

i soggetti che gestiscono servizi educativi e scuole per l’infanzia;

i soggetti che appartengono al settore termale e centri per il benessere fisico;

i soggetti che gestiscono stazioni di autobus e servizi di trasporto passeggeri terrestre.

Art. 62: A prescindere dal settore di appartenenza, per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione con ricavi o compensi non superiori a 2 milioni di euro nel 2019, sono sospesi i versamenti relativi a:

  • ritenute sui redditi di lavoro dipendente e sui redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, le addizionali regionali e comunali operate in qualità di sostituto d’imposta
  • imposta sul valore aggiunto (IVA)
  • contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria

Non sono sospesi, invece, tutti gli altri versamenti quali, a titolo esemplificativo, le ritenute d’acconto operate sui redditi di lavoro autonomo e su altri redditi, che scadono, in scadenza il 20 marzo.

 

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