Con messaggio n. 4254 del 13 novembre u.s. l’INPS ha fornito le indicazioni operative per poter accedere all’esonero contributivo previsto dall’art. 3 del D.L. 104/2020 (Decreto Agosto) convertito con modificazioni dalla legge n. 126/2020.

In particolare, il citato art. 3 ha previsto che ai datori di lavoro privati, con esclusione del settore agricolo, che non richiedono gli ammortizzatori sociali previsti dal medesimo D.L. agosto e che abbiano già fruito, nei mesi di maggio e giugno 2020, dei trattamenti di integrazione salariale di cui al D.L. 18/2020, è riconosciuto l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico, per un periodo massimo di quattro mesi, fruibili entro il 31 dicembre 2020, nei limiti del doppio delle ore di integrazione salariale già fruite nei predetti mesi di maggio e giugno 2020, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, riparametrato e applicato su base mensile. L’esonero di cui al presente articolo può essere riconosciuto anche ai datori di lavoro che hanno richiesto periodi di integrazione salariale ai sensi del predetto decreto-legge n. 18 del 2020, collocati, anche parzialmente, in periodi successivi al 12 luglio 2020.

L’esonero è alternativo alla fruizione degli ammortizzatori sociali previsti dal D.L. Agosto per il periodo intercorrente tra il 13 luglio ed il 31 dicembre 2020 ed è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente, nei limiti della contribuzione previdenziale dovuta.

Il messaggio INPS n. 4254/2020, in particolare, ha precisato che l’ammontare dell’esonero è pari al doppio delle ore di integrazione salariale già fruite nei mesi di maggio e giugno 2020 e che la retribuzione persa nei mesi di maggio e giugno 2020, da utilizzare come base di calcolo per la misura dell’esonero, deve essere maggiorata dei ratei di mensilità aggiuntive.

Inoltre, le istruzioni INPS dispongono che al fine di usufruire dell’esonero in argomento, i datori di lavoro devono inoltrare all’INPS un’istanza di attribuzione del codice di autorizzazione “2Q” (che assume il nuovo significato di “Azienda beneficiaria dello sgravio art.3 DL 104/2020”) nella quale autocertificano:

  • le ore di integrazione salariale fruite dai lavoratori nei mesi di maggio e giugno 2020 riguardanti la medesima matricola;
  • la retribuzione globale che sarebbe spettata ai lavoratori per le ore di lavoro non prestate;
  • la contribuzione piena a carico del datore di lavoro calcolata sulla retribuzione di cui al punto precedente;
  • l’importo dell’esonero.

L’INPS attribuisce, dopo aver verificato i dati esposti dal datore di lavoro, il codice di autorizzazione alla posizione contributiva con validità dal mese di agosto 2020 fino al mese di dicembre 2020, dandone comunicazione al datore di lavoro attraverso il medesimo Cassetto previdenziale.

L’ammontare dell’esonero fruibile non può essere portato in compensazione della contribuzione dovuta per un importo superiore alla contribuzione a debito dovuta nelle singole mensilità in cui ci si intenda avvalere della misura, per un periodo massimo di quattro mesi, fermo restando che l’esonero potrà essere fruito anche per l’intero importo sulla denuncia relativa ad una sola mensilità, ove sussista la capienza, e comunque non oltre il 31 dicembre 2020.

Per i datori di lavoro che per incapienza non possono recuperare l’esonero spettante nelle denunce correnti, l’esonero può essere recuperato mediante variazione delle denunce UNIEMNS dei mesi di agosto e settembre 2020 o nel mese di ottobre 2020.

Si ricorda che, come previsto dalla circolare INPS n. 105/2020, per accedere all’esonero, oltre a quanto già indicato ai paragrafi precedenti, è necessario il rispetto di tutte le condizioni di seguito riportate:

  • rispetto di quanto previsto dall’articolo 1, comma 1175, della legge n. 296 del 2006 (regolarità degli obblighi di contribuzione previdenziale, ai sensi della normativa in materia di documento unico di regolarità contributiva (DURC);
  • assenza di violazioni delle norme fondamentali a tutela delle condizioni di lavoro e rispetto degli altri obblighi di legge;
  • rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, sottoscritti dalle Organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Inoltre, ai fini della legittima fruizione dell’esonero, il datore di lavoro deve attenersi al divieto di licenziamenti collettivi e individuali per giustificato motivo oggettivo di cui alla speciale normativa COVID-19.

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