Con la Circolare n. 121 del 06.09.2019, l’INPS fornisce le istruzioni per la gestione dell’incremento del contributo addizionale NASPI dovuto in caso di rinnovo dei contratti a tempo determinato.

Si ricorda, infatti, che il c.d. decreto dignità (D.L. n. 87/2018 convertito con modificazioni dalla legge n. 96/2018), ha previsto all’art. 3, comma 2, l’aumento del contributo addizionale dovuto dai datori di lavoro in caso di stipula di contratti a tempo determinato (ordinariamente pari all’1,40%) e finalizzato al finanziamento della NASPI. L’aumento è stato previsto nella misura dello 0,50% per ciascun rinnovo di contratto a tempo determinato, anche in somministrazione.

Sul piano generale, la fattispecie del rinnovo del contratto di lavoro a tempo determinato ricorre quando l’iniziale contratto raggiunge la scadenza originariamente prevista (o successivamente prorogata) e le parti procedono alla sottoscrizione di un ulteriore contratto a termine. L’INPS precisa, tuttavia, che considerato che il decreto dignità ha esteso la nuova disciplina dei rapporti a termine anche alla somministrazione di lavoratori assunti a tempo determinato, l’aumento del contributo addizionale NASPI opera anche nei casi in cui lo stesso utilizzatore abbia instaurato un precedente contratto di lavoro a termine con il medesimo lavoratore ovvero nell’ipotesi inversa. Il Ministero del Lavoro ha, inoltre, chiarito che qualora venga modificata la causale originariamente apposta al contratto a termine, si configura un rinnovo e non una proroga anche se l’ulteriore contratto segua il precedente senza soluzione di continuità.

L’aumento del contributo addizionale è dovuto dai datori di lavoro con riferimento ai rinnovi dei contratti di lavoro a tempo determinato, anche in somministrazione, intervenuti a decorrere dal 14 luglio 2018, data di entrata in vigore del D.L. n. 87/2018.

L’incremento del contributo addizionale NASPI non è comunque dovuto in caso di:

  • rapporti a tempo determinato degli operai agricoli, in quanto esclusi dall’applicazione del regime della NASPI
  • rapporti di lavoro domestico
  • contratto a termine in sostituzione di lavoratori assenti
  • contratti a termine per lo svolgimento delle attività stagionali di cui al D.P.R. n. 1525/1963 (è dovuto, invece, per attività stagionali previste dagli accordi collettivi)
  • contratti di apprendistato
  • contratti a tempo determinato stipulati dalle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del D.lgs n. 165/2001 e successive modificazioni.

Si evidenzia che ad ogni rinnovo di contratto di lavoro a tempo determinato, ovvero di somministrazione a tempo determinato, l’incremento dello 0,50% si somma a quanto dovuto in precedenza a titolo di contributo addizionale. Pertanto, in caso di tre rinnovi intervenuti successivamente al 14 luglio 2018, il contributo addizionale NASPI è dovuto nelle seguenti misure:

  • contratto originario: 1,4%
  • 1° rinnovo: 1,9% (1,4% + 0,5%)
  • 2° rinnovo: 2,4% (1,9% + 0,5%)
  • 3° rinnovo: 2,9% (2,4% + 0,5%)

Il contributo addizionale NASPI, compreso anche l’incremento del contributo in argomento, tuttavia, è restituito in caso di:

  • trasformazione del contratto a tempo indeterminato
  • assunzione del lavoratore a tempo indeterminato entro il termine di sei mesi dalla cessazione del precedente contratto a termine.

La misura della restituzione è determinata detraendo dalle mensilità di contribuzione addizionale spettanti al datore di lavoro un numero di mensilità ragguagliato al periodo trascorso dalla cessazione del precedente rapporto di lavoro a tempo determinato all’instaurazione del nuovo rapporto a tempo indeterminato

La Circolare INPS produce i propri effetti già dalle denunce UNIEMENS di competenza settembre 2019, ove dovranno essere individuati con appositi codici i rapporti di lavoro che configurano rinnovo successivo al 14 luglio 2018. Nella stessa denuncia di competenza settembre 2019 dovranno essere conguagliati anche gli importi dovuti per i rinnovi intervenuti dal 14 luglio 2018 ad agosto 2019, periodo durante il quale l’Istituto non aveva fornito le istruzioni operative per dichiarare questa tipologia di rapporto di lavoro.
Il conguaglio per i dipendenti non più in forza potranno essere effettuati, con le stesse modalità, alternativamente con le denunce di competenza settembre o ottobre 2019.

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