Nel nostro articolo riassumiamo i chiarimenti forniti dalla Circolare INPS n. 81 del 08.07.2020 in merito ai congedi per cura dei minori durante l’emergenza COVID-19, utile a sanare alcune situazioni che, in assenza di specifiche indicazioni, si sono venute a creare.

In particolare, il riferimento è ai periodi di congedo continuativo o frazionato spettante ai genitori lavoratori dipendenti del settore privato oppure iscritti alla gestione separata o alla gestione lavoratori autonomi, per i figli di età non superiore ai 12 anni per i quali è riconosciuta una indennità pari al 50% della retribuzione. Il limite di età non si applica in riferimento ai figli con disabilità in situazione di gravità accertata ai sensi della legge 104/1992 iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale.

Il D.L. 34/2020 ha esteso l’arco temporale in cui è possibile fruire del congedo COVID-19 dal 5 marzo al 31 luglio 2020 (anziché fino al 3 maggio 2020) ed ha aumentato da 15 a 30 il numero dei giorni di congedo COVID-19 fruibili dai genitori per l’assistenza dei figli.
Il congedo può essere fruito da uno solo o da entrambi i genitori ma alternativamente, per un periodo massimo complessivo di 30 giorni. L’INPS per la prima volta chiarisce che il periodo massimo di 30 giorni è fruibile per la cura di tutti i figli e non per ciascun figlio.

La fruizione è subordinata alla condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno del reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o altro genitore disoccupato o non occupato.

La domanda di congedo COVID-19 dal 29 marzo u.s. può essere trasmessa mediante specifica procedura telematica. Relativamente alle domande di congedo parentale trasmesse prima di tale data è disposta dall’Istituto la conversione d’ufficio in congedo COVID-19 ed il prolungamento del congedo parentale, fino ad un massimo di 30 giorni. Dal momento che la conversione d’ufficio è disposta per legge (art. 23, comma 2, D.L. n. 18/2020), non è possibile per il lavoratore richiedere l’annullamento della conversione e del prolungamento dei congedi parentali richiesti. Allo stesso modo, non sono rinunciabili periodi di congedo COVID-19 fruiti dal momento che il genitore, all’atto dell’istanza, ha scelto di attribuire all’assenza uno specifico titolo. I periodi oggetto di conversione/prolungamento d’ufficio possono essere visualizzati dal lavoratore sul portale dell’INPS.

Qualora, invece, non sussistano i requisiti di legge per la fruizione del congedo COVID-19, l’Istituto provvede a definire le domande di congedo parentale presentate originariamente.

A decorrere dal 29 marzo 2020 le domande devono essere trasmesse mediante la specifica procedura telematica utilizzando il canale ordinario “Domanda di congedo parentale”, all’interno della quale, dopo la compilazione dei dati anagrafici dell’altro genitore, è richiesto di opzionare la scelta di presentare domanda per il congedo COVID-19 o domanda per il congedo COVID-19 con figlio disabile oppure la presentazione della normale domanda di congedo parentale.

Relativamente alle domande trasmesse dal 29 marzo 2020, per la prima volta l’Istituto chiarisce che non è prevista la conversione/trasformazione d’ufficio in domande di congedo COVID-19 in quanto da tale data è stato possibile esercitare autonomamente l’opzione (congedo parentale ordinario/congedo COVID-19), peraltro con la possibilità di optare, alternativamente al congedo COVID-19, al bonus di cui al comma 8 del medesimo articolo 23 del decreto-legge n. 18/2020.

Tuttavia, chi avesse presentato domanda di congedo parentale o di prolungamento in luogo di una domanda di congedo COVID-19 durante i giorni di attesa della proroga della misura (ad esempio dal 4 al 19 maggio 2020) potrà presentare una nuova domanda di congedo COVID-19, in sostituzione della precedente domanda di congedo parentale o di prolungamento di congedo parentale, senza necessità di invio di formale comunicazione di annullamento della domanda di congedo parentale o di prolungamento di congedo parentale. In questo caso, i lavoratori dipendenti devono dare tempestiva comunicazione al proprio datore di lavoro della presentazione all’INPS di nuove domande di periodi di congedo COVID-19, in luogo delle precedenti domande di congedo parentale o prolungamento di congedo parentale, al fine della corretta corresponsione dell’indennità del congedo COVID-19 pari al 50% della retribuzione in luogo dell’indennità del congedo parentale pari al 30% della retribuzione.

Si ricorda, inoltre, che in aggiunta a quanto sopra, i genitori lavoratori dipendenti del settore privato con figli minori di anni 16, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o che non vi sia altro genitore non lavoratore, hanno diritto di astenersi dal lavoro per l’intero periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, senza corresponsione di indennità né riconoscimento di contribuzione figurativa, con divieto di licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro. In questo caso, trattandosi di assenza che non dà diritto all’indennità e alla contribuzione figurativa, le domande devono essere presentate ai soli datori di lavoro.

In relazione a quanto sopra, secondo la citata circolare, tutti i conguagli devono essere operati con i cedolini di competenza luglio 2020.

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