Il c.d. decreto Fiscale (D.L. 146/2021 in vigore dal 22.10.2021) ha prorogato di altre 13 settimane, nel periodo 1° ottobre ed il 31 dicembre 2021 (quindi con effetto retroattivo), la possibilità per le aziende in difficoltà per il COVID-19, non appartenenti al settore industria, di chiedere l’assegno ordinario o la cassa integrazione in deroga. Tali settimane possono essere riconosciute soltanto se le 28 settimane previste dal decreto sostegni sono state autorizzate e, comunque, decorso il periodo autorizzato.

L’intervento può essere richiesto per tutti i lavoratori in forza alla data del 22 ottobre 2021, giorno di entrata in vigore del decreto.

L’ammortizzatore viene concesso purché per il periodo di integrazione salariale richiesto non si proceda al licenziamento collettivo o per giustificato motivo oggettivo, fermo restando le specifiche ipotesi di esenzione.

In base alla normativa previgente i datori di lavoro non appartenenti al settore industria avevano a disposizione complessivamente 40 settimane di assegno ordinario/CIGD secondo l’articolazione che segue:

  • 12 settimane dal 1° gennaio 2021 al 30 giugno 2021 (legge di Bilancio 2021);
  • ulteriori 28 settimane dal 1° aprile 2021 al 31 dicembre 2021 (decreto sostegni).

Relativamente alle aziende appartenenti al settore industria, la proroga della CIGO è stata prevista solo per le imprese appartenenti ai settori delle industrie tessili, delle confezioni di articoli di abbigliamento e di articoli in pelle e pelliccia e della fabbricazione di articoli in pelle per le quali potranno essere riconosciute ulteriori 9 settimane in presenza di sospensioni o riduzioni di attività riconducibili alla pandemia.

In tale ipotesi, le istanze di integrazione salariale potranno essere richieste “decorso il periodo autorizzato” e non se tutte le settimane previste dalla previgente normativa sono state autorizzate.

Anche in questa ipotesi, l’intervento può essere richiesto per tutti i lavoratori in forza alla data del 22 ottobre 2021, giorno di entrata in vigore del decreto.

Per tutti i trattamenti di integrazione salariale sopra trattati non sarà dovuto alcun contributo addizionale e, a pena di decadenza, le istanze telematiche devono essere inviate entro la fine del mese successivo a quello nel quale ha avuto inizio la sospensione o la riduzione di orario. In merito all’informazione e consultazione sindacale, il decreto non prevede alcuna specificazione, pertanto la procedura resta invariata rispetto a quanto previsto dalla precedente normativa.

Si resta in attesa, come di consueto, della necessaria Circolare INPS con le istruzioni per l’invio delle domande e per il conguaglio delle prestazioni.

Relativamente al divieto di licenziamento, si ricorda che tale blocco prima del decreto fiscale era in vigore fino al 31.10.2021, mentre per i settori del turismo, degli stabilimenti termali, del commercio, del creativo, del culturale e dello spettacolo che abbiano richiesto e beneficiato dell’esonero dei contributi previdenziali a loro carico, pari al doppio delle ore di integrazione salariale già fruite nei mesi di gennaio, febbraio e marzo 2021, tale divieto è in vigore fino al 31 dicembre 2021.

Il decreto fiscale ha ora previsto anche la proroga del divieto di licenziamento. In particolare, per il datore di lavoro che ricorra agli ammortizzatori sociali disciplinati dal decreto stesso, dal 1° novembre è prorogato il divieto di licenziamento per il relativo periodo di fruizione.

A tal proposito, riportiamo una sintesi schematica del blocco dei licenziamenti in base al settore di appartenenza del datore di lavoro:

Tipologia datore di lavoroDivieto dei licenziamenti 
Aziende che possono richiedere la FIS o la CIGDFino al 31 ottobre a prescindere dall’uso dell’ammortizzatore, dal 1° novembre e fino al 31 dicembre solo per il periodo per cui fruiscono degli ammortizzatori sociali 
Aziende che possono richiedere la CISOAFino al 31 ottobre a prescindere dall’uso dell’ammortizzatore 
Aziende che possono richiedere la CIGOPer il periodo di trattamento integrativo autorizzato fino al 31 dicembre 
Datori di lavoro dei settori del turismo, stabilimenti termali e commercioFino al 31 dicembre solo se richiedono lo sgravio contributivo (altrimenti fino al 31 ottobre)
Aziende che possono richiedere la CIGO che svolgono attività economiche ATECO2007 con i codici 13, 14 e 15Fino al 31 ottobre a prescindere dall’uso della Cigo, e fino al 31 dicembre per il periodo di fruizione degli ammortizzatori sociali

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