Il D.L. 146/2021 (c.d. decreto fiscale), collegato alla legge di Bilancio 2022, ha ripristina l’equiparazione della quarantena da Covid-19 alla malattia per i lavoratori aventi diritto alla tutela INPS fino al 31 dicembre 2021. Pertanto, fino al 31 dicembre 2021 il periodo trascorso in quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva di cui all’articolo 1, comma 2, lettere h) e i) del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 marzo 2020, n. 13, e di cui all’articolo 1, comma 2, lettere d) ed e), del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, dai lavoratori dipendenti del settore privato, è equiparato a malattia ai fini del trattamento economico previsto dalla normativa di riferimento e non è computabile ai fini del periodo di comporto.

La norma si riferisce ai seguenti eventi:

  • misura della quarantena con sorveglianza attiva agli individui che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva;
  • obbligo da parte degli individui che hanno fatto ingresso in Italia da zone a rischio epidemiologico, come identificate dall’Organizzazione mondiale della sanità, di comunicare tale circostanza al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio, che provvede a comunicarlo all’autorità sanitaria competente per l’adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva;
  • misura della quarantena precauzionale ai soggetti che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva o che entrano nel territorio nazionale da aree ubicate al di fuori del territorio italiano;
  • divieto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte alla misura della quarantena, applicata dal sindaco quale autorità sanitaria locale, perché risultate positive al virus;

Pertanto, in caso di emissione di certificato medico nei confronti di soggetti non contagiati obbligati alle restrizioni di cui sopra, l’evento deve essere trattato come evento di malattia (non computabile nel comporto) anche ai fini retributivi, con erogazione della relativa indennità a carico INPS ove previsto.

Viene pertanto superato quanto indicato dall’INPS che segnalava che per il 2021 l’indennità di malattia non avrebbe potuto essere erogata per gli eventi avvenuti in detto anno poiché per il 2021 il legislatore non aveva stanziato a tale scopo nuove risorse.

Si attendono, come di consueto, le necessarie istruzioni da parte dell’INPS al fine di recuperare le indennità a carico istituto eventualmente erogate dal 1° gennaio 2021 direttamente dal datore di lavoro.

Si ricorda, inoltre, che i casi confermati di malattia infettiva diffusiva sono trattati come eventi di malattia a tutti gli effetti.

Il D.L. 146/2021, inoltre, prevede un parziale ristoro per i datori di lavoro privati appartenenti a settori per i quali le indennità di malattia non sono erogate dall’INPS. Infatti, “Dal 31 gennaio 2020 fino al 31 dicembre 2021 per le tutele di cui al presente articolo, i datori di lavoro del settore privato con obbligo previdenziale presso le Gestioni dell’INPS, esclusi i datori di lavoro domestico, hanno diritto a un rimborso forfetario per gli oneri sostenuti relativi ai propri lavoratori dipendenti non aventi diritto all’assicurazione economica di malattia presso l’INPS. Per ciascun anno solare, il rimborso è riconosciuto al datore di lavoro una tantum per ogni singolo lavoratore ed è previsto solo nei casi in cui la prestazione lavorativa, durante l’evento, non possa essere svolta in modalità agile. Il rimborso è erogato dall’INPS, per un importo pari a euro 600,00 per lavoratore, previa presentazione da parte del datore di lavoro di apposita domanda telematica corredata da dichiarazione attestante i periodi riferiti alle tutele di cui al presente articolo da trasmettere nelle modalità ed entro i termini che saranno indicati dall’INPS”.

Con riguardo alla tutela dei lavoratori “fragili”, il decreto fiscale ha prorogato il diritto all’assenza dal lavoro equiparata a ricovero ospedaliero fino al 31 dicembre 2021, prorogando anche il relativo diritto allo smart working. Conseguentemente, i lavoratori fragili del settore pubblico e privato, con certificazione rilasciata dai competenti organi medico-legali attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, per i quali non sia possibile attivare lo smart working, possono assentarsi dal lavoro, vedendosi equiparata la suddetta assenza al ricovero ospedaliero. Il periodo di assenza è escluso dal computo del comporto.

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