Dal 1° luglio 2020 entrano in vigore, in via sperimentale, due misure per la riduzione del cuneo fiscale introdotte con il DL n. 3/2020, convertito in legge n. 21/2020 con modificazioni. Le misure previste sono:

  •  il trattamento integrativo di redditi da lavoro dipendente e assimilati
  •  un’ulteriore detrazione fiscale per reddito da lavoro dipendente e assimilati.

I sostituti d’imposta riconoscono il trattamento integrativo e l’ulteriore detrazione ripartendola fra le retribuzioni erogate a decorrere dal 1° luglio 2020 e verificano in sede di conguaglio la spettanza della stessa. Qualora in tale sede il trattamento integrativo o l’ulteriore detrazione si riveli non spettante, i medesimi sostituti d’imposta provvedono al recupero del relativo importo. Nel caso in cui il predetto importo superi 60 euro, il recupero del trattamento integrativo dell’ulteriore detrazione non spettante è effettuato in otto rate di pari ammontare a partire dalla retribuzione che sconta gli effetti del conguaglio.

In particolare, dal 1° luglio 2020 è previsto:

  • il riconoscimento di un trattamento integrativo dei redditi (c.d. “bonus”), che non concorre al reddito imponibile IRPEF, pari a 600 euro per l’anno 2020 e pari a 1.200 euro dal 1° gennaio 2021 ai dipendenti con un reddito complessivo non superiore a 28.000. Il trattamento integrativo è rapportato al periodo di lavoro nell’anno e spetta per i redditi percepiti dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021.

I sostituti d’imposta compensano il credito maturato per effetto dell’erogazione del trattamento integrativo mediante l’istituto della compensazione in F24. Tale Bonus è sostitutivo del c.d. bonus Renzi.
Il bonus spetta ai percettori di reddito da lavoro dipendente o assimilato che presentino un’IRPEF a debito, al netto delle detrazioni per lavoro, di cui al co. 1 dell’art. 13 Tur.

Il Decreto rilancio (D.L. n. 34/2020), tuttavia, considerato che in occasione dell’emergenza per COVID-19 l’utilizzo degli ammortizzatori sociali COVID-19 nel periodo d’imposta 2020 determina la riduzione del reddito imponibile ai fini IRPEF e della relativa imposta lorda dei lavoratori dipendenti interessati rendendo tali soggetti “incapienti”ai fini della fruizione del bonus fiscale, ha previsto all’art. 128 che per il solo periodo 2020 il suddetto bonus (così come il c.d. Bonus Renzi) spetta anche se l’Irpef lorda determinata sul reddito da lavoro, al netto delle detrazioni di lavoro dipendente, non risulti positiva per effetto delle misure a sostegno dei lavoratori COVID-19;

  • il riconoscimento di una ulteriore detrazione ai fini IRPEF per coloro che superano i 28.000 euro annui ma non i 40.000 euro, nella seguente misura:

a) 480 euro, aumentata del prodotto tra 120 euro e l’importo corrispondente al rapporto tra 35.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 7.000 euro, se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 28.000 euro ma non a 35.000 euro
In formula: 480 + 120 x ((35.000-RC)/7.000);

b) se il reddito complessivo è superiore a 35.000 euro ma non a 40.000 euro, la detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 40.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 5.000 euro.
In formula: 480 x ((40.000-RC)/5.000)
In vista di una revisione strutturale del sistema delle detrazioni fiscali, l’ulteriore detrazione spetta per le prestazioni rese dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2020.

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