L’art. 9 del D.L. 146/2021 (c.d. decreto fiscale), in vigore dal 22 ottobre 2021, ha rinnovato i congedi parentali straordinari per COVID-19 fino al 31 dicembre 2021.

Il lavoratore dipendente genitore di figlio convivente minore di anni 14, alternativamente all’altro genitore, può astenersi dal lavoro per un periodo corrispondente in tutto o in parte:

  • alla durata della sospensione dell’attività didattica o educativa in presenza del figlio
  • alla durata dell’infezione da SARS-CoV-2 del figlio
  • alla durata della quarantena del figlio disposta dal Dipartimento di prevenzione della azienda sanitaria locale (ASL) territorialmente competente a seguito di contatto ovunque avvenuto

Lo stesso congedo è riconosciuto ai genitori di figli con disabilità in situazione di gravità, a prescindere dall’età nel caso in cui sia stata disposta la sospensione dell’attività didattica o educativa in presenza o il figlio frequenti centri diurni a carattere assistenziale dei quali sia stata disposta la chiusura.

Il congedo può essere fruito in forma giornaliera od oraria ed è retribuito al 50%.

In caso di congedi parentali ordinari (ex art. 32 e 33 del D.Lgs. 151/2001) fruiti per le ragioni sopra esposte dall’inizio dell’anno scolastico 2021/2022 fino alla data di entrata in vigore del presente decreto, gli stessi possono essere convertiti a domanda nel congedo straordinario in argomento con diritto alla relativa indennità e non sono computati ne’ indennizzati a titolo di congedo parentale.

In caso di figli di età compresa fra 14 e 16 anni, uno dei genitori, alternativamente all’altro, ha diritto, al ricorrere delle condizioni sopra esposte, di astenersi dal lavoro senza corresponsione di retribuzione o indennità ne’ riconoscimento di contribuzione figurativa, con divieto di licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro.

Per i giorni in cui un genitore fruisce del congedo in oggetto oppure non svolge alcuna attività lavorativa o è sospeso dal lavoro, l’altro genitore non può fruire del medesimo congedo, salvo che sia genitore anche di altri figli minori di anni quattordici avuti da altri soggetti che non stiano fruendo di alcuna delle stesse misure.

Ai genitori lavoratori iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata INPS spetta, in presenza delle condizioni sopra esposte per i figli conviventi minori di anni quattordici, uno specifico congedo, per il quale è riconosciuta una indennità, per ciascuna giornata indennizzabile, pari al 50 per cento di 1/365 del reddito individuato secondo la base di calcolo utilizzata ai fini della determinazione dell’indennità di maternità. La medesima indennità è estesa ai genitori lavoratori autonomi iscritti all’INPS ed è commisurata, per ciascuna giornata indennizzabile, al 50 per cento della retribuzione convenzionale giornaliera stabilita annualmente dalla legge, a seconda della tipologia di lavoro autonomo svolto.

L’INPS stabilirà successivamente le modalità operative per accedere al congedo e per procedere alle operazioni di conguaglio.

L’Istituto provvede, inoltre, al monitoraggio del rispetto del limite di spesa stanziato.

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