Il 31 ottobre 2022 scade il termine per l’invio del modello 770/2022, di competenza del periodo d’imposta 2021.

Il Modello 770 deve essere utilizzato dai sostituti d’imposta, comprese le Amministrazioni dello Stato, per comunicare in via telematica all’Agenzia delle Entrate i dati fiscali relativi alle ritenute operate nell’anno 2021, i relativi versamenti e le eventuali compensazioni effettuate nonché il riepilogo dei crediti e gli altri dati contributivi ed assicurativi richiesti.

Deve essere inoltre utilizzato dagli intermediari e dagli altri soggetti che intervengono in operazioni fiscal­mente rilevanti, tenuti, sulla base di specifiche disposizioni normative, a comunicare i dati relativi alle ritenute operate su dividendi, proventi da partecipazione, redditi di capitale erogati nell’anno 2021 ovvero operazioni di natura finan­ziaria effettuate nello stesso periodo, i relativi versamenti e le eventuali compensazioni operate ed i crediti d’imposta utilizzati.

Deve essere, infine, utilizzato per i soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, nonché quelli che gestiscono portali telematici, qualora applichino una ritenuta sull’ammontare dei canoni e corrispettivi nelle locazioni brevi.

La trasmissione del modello può avvenire unicamente per via telematica direttamente da parte del contribuente oppure:

  • tramite un intermediario abilitato ai sensi dell’art. 3, co. 2, del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322, e successive modificazioni;
  • tramite altri soggetti incaricati (per le Amministrazioni);
  • tramite società appartenenti al gruppo.

Le principali fattispecie sanzionabili sono riconducibili alle seguenti violazioni:

  • omessa presentazione del modello 770 (trasmessa oltre 90 giorni dopo la scadenza, cioè oltre il 29 gennaio 2023): sanzione amministrativa pecuniaria che va dal 120% al 240% dell’ammontare delle ritenute non versate, con un minimo di 250 euro. Qualora le ritenute fiscali su compensi, interessi e altre somme siano state interamente versate, la sanzione è invece un importo fisso che va da 250 euro a 2.000 euro.

Sono in ogni caso considerate tempestive le dichiarazioni trasmesse entro i termini ma scartate dal servizio telematico, a condizione che siano ritrasmesse entro i 5 giorni successivi alla data della comunicazione del sistema che attesta il motivo dello scarto.

Se la dichiarazione viene presentata entro il termine di presentazione della dichiarazione per il periodo di imposta successivo, o comunque prima di un controllo fiscale, la sanzione va dal 60% al 120% delle ritenute fiscali non versate, con un minimo di 200 euro. Se le ritenute sono state interamente versate la sanzione è fissa, da 150 euro a 500 euro.

  • dichiarazione 770 infedele: qualora sia accertato che nel modello 770 presentato sono presenti errori che rendono infedele la dichiarazione, è applicata una sanzione che va dal 90% al 180% delle ritenute fiscali non versate riferibili alla differenza tra ammontare non dichiarato e accertato, con un minimo di 250 euro. Qualora le ritenute su compensi, interessi e altre somme siano state interamente versate, la sanzione è fissa da 250 a 2.000 euro Inoltre, può essere applicata la sanzione dell’importo di 50 euro per ogni percipiente non indicato nella dichiarazione.

La sanzione per la dichiarazione infedele è aumentata della metà quando la violazione è realizzata mediante l’utilizzo di documentazione falsa, mediante artifici o raggiri, condotte simulatorie o fraudolente. Va comunque tenuto presente che la sanzione da dichiarazione infedele è ridotta di un terzo quando l’ammontare delle ritenute non versate riferibili alla differenza tra l’ammontare dei compensi, interessi ed altre somme accertati e dichiarati è inferiore al tre per cento delle ritenute riferibili all’ammontare dei compensi, interessi ed altre somme dichiarati e comunque inferiore a 30.000 euro.

  • dichiarazione formalmente errata: in caso di violazioni di per non sono idonee ad integrare l’infedeltà della dichiarazione, si applica una sanzione che va:
  • 1. da 250 a 2.000 euro per la dichiarazione:
  • non redatta in conformità al modello approvato dall’Amministrazione;
  • con indicazioni errate e/o omesse per l’individuazione del contribuente, la determinazione del tributo o comunque ogni altro elemento utile ai controlli;
  • 2. da 500 euro a 4.000 euro le omissioni e le incompletezze relative agli elementi previsti dall’art. 4 del D.P.R n. 322/9818.

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